Dopo gli incontri dello scorso anno sulla storia e il mito della figura di Maria Maddalena, prosegue il percorso di ricerca sul femminile di Isa Borroni con due serate sul tema della verginità.

Nell’incontro di Venerdì 21 novembre, alle 17.00 nella sede dell’Isola, Isa Borroni ci condurrà in un viaggio avventuroso e affascinante attraverso le peripezie del mito della verginità, dai tempi più remoti fino ai nostri giorni.
Nel lunghissimo percorso che va dalle società matrilineari a quelle patriarcali la verginità ha cambiato di segno e di valore: da mito-simbolo del potere autogenerativo femminile a emblema della sottomissione-subalternità della donna-sposa e madre: non più affermazione del femminile, ma quotidiana rinuncia e mortificazione, anche attraverso l’etica sessuale propagandata dalla chiesa cattolica.
Dopo la “rivoluzione sessuale” contemporanea, promossa dall’immaginario maschile,  e le rivolte femministe all’insegna della riappropriazione del corpo della donna, che cosa è diventata la sessualità?
Oltre il consumismo sessuale e gli steccati di genere, sarà mai possibile una effettiva libertà e democrazia sessuale ?” 

Nel secondo incontro di giovedì 27 novembre, alle 17.00 saranno ripresi i punti fondamentali dell’incontro precedente, con il supporto delle relative immagini. Seguirà una discussione per chiarire i nodi più problematici.

Il terzo incontro “Dai miti della verginità a una sessualità autenticamente libera” si terrà venerdì 19 dicembre alle 17.00 nella sede dell’Isola che non c’è.

La verginità, patriarcale e religiosa, ha fatto da perno alla classica divisione tra sante e puttane, donne perbene e donne perdute.
Il grande salto oltre il ricatto della verginità, verso la libertà sessuale femminile, è avvenuto con l’uso dei contraccettivi, ma i vecchi pregiudizi moralistici non sono morti.
L’arma della seduzione, per quanto promossa dal desiderio maschile, ha avviato un processo lungo – e tutt’altro che lineare – che ha favorito il ruolo attivo del femminile e spostato la linea di demarcazione tra santa e puttana, ma in modo confuso e con un costo tutto a carico delle donne.
Oggi serve decostruire la maniera subdola con cui la verginità si è imposta all’interno di ciascuno dei due generi e in ciascuna coscienza individuale.
Dopo la rivoluzione sessuale, dopo il femminismo, non c’è niente da rovesciare ma molto da decostruire e riunire con uno sforzo comune per una paritetica libertà sessuale, che non rincorra il modello maschile, ma possa servire a una riorganizzazione sentimentale della vita sociale.