Nel centocinquantenario dell’Unità d’Italia, ci è sembrato interessante dedicare un po’ di attenzione a come gli altri, cioè gli stranieri, ci hanno visto nei secoli, ed in particolare nell’ultimo secolo.
Gli Italiani parlano molto, si sa, e parlano molto anche di se stessi, forse soprattutto per denigrarsi e svalutarsi. È ben noto che il nostro ego nazionale è piuttosto debole, che la nostra identità è precaria e fragile; che noi, in breve, siamo spesso i peggiori nemici di noi stessi.
Ma che cosa hanno pensato e pensano di noi i nostri simili che vivono in altre contrade, vicine o lontane?

L’obiettivo è di ricostruire il variegato affresco delle reazioni che l’Italia e gli Italiani hanno suscitato in coloro che in epoche diverse sono entrati in contatto con loro. Leggendo il documento non si può fare a meno di disporsi ad un esame di coscienza, individuale e collettivo; ed il riso finisce per stemperarsi in un’amara riflessione.