Sabato 14 marzo visita alla mostra “Anselm Kiefer. Le Alchimiste” allestita nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale a Milano. Partenza dalla stazione di Saronno con treno delle 9.27 (non è necessario iscriversi).
Costo del biglietto: Intero 15 € – Ridotto over65 13 € – Abbonamento Musei Lombardia 10 €

Anselm Kiefer è tra le figure più autorevoli dell’arte contemporanea internazionale.  
La sua opera si configura come un vasto ecosistema intellettuale e materico in cui la storia non è intesa come una sequenza lineare di eventi, ma come un materiale plastico, paragonabile al paesaggio o al colore stesso. Nato nel 1945, nelle ultime settimane del secondo conflitto mondiale, Kiefer appartiene a quella prima generazione di artisti tedeschi che hanno dovuto affrontare direttamente l’eredità traumatica del Terzo Reich e dell’Olocausto. Sebbene la sua estetica sia spesso caratterizzata da una monumentalità austera e da un uso di materiali pesanti come il piombo e il cemento, la figura femminile emerge come l’asse portante di una ricerca volta a restituire voce e presenza a ciò che è stato cancellato dall’oblio o dalla violenza della narrazione patriarcale.

Come introduzione alla mostra, inviamo un testo ricavato da una intervista alla curatrice Gabriella Belli:
“Le Alchimiste, una mostra di Anselm Kiefer, uno dei massimi protagonisti dell’arte contemporanea, è un progetto iniziato nel 2023, immaginato e realizzato per la Sala delle Cariatidi in Palazzo Reale, frutto del dialogo tra l’artista e la superba architettura settecentesca di Piermarini, con la suggestiva sequenza delle quaranta cariatidi poste a sostegno della trabeazione perimetrale della sala. Figure mitiche, progettate per decorare il principesco salone degli Specchi e oggi fantasmi di una perduta bellezza, ferite e mutilate dall’incendio che, causato dal bombardamento degli alleati nel 1943, devastò soffitto e decori”. L’esposizione porta al centro della scena la vicenda di figure femminili spesso condannate all’oblio, eppure custodi di saperi e intuizioni fondamentali per la nascita del pensiero scientifico moderno. “Come le Cariatidi mutilate dalla guerra, anche le donne alchimiste hanno subìto un grave affronto dalla Storia, che, salvo qualche rara eccezione, ne ha negato per secoli il ruolo e l’identità, condannandole a un ingiusto anonimato, sebbene il loro contributo alle ricerche di questa proto-scienza, non sia stato né banale né residuale rispetto a quello degli uomini”, aggiunge la curatrice.
Kiefer torna così a indagare un tema ricorrente nella sua ricerca – la rappresentazione dei poteri creativi e redentivi delle donne nella storia ‒, facendo sì che i volti e i corpi delle protagoniste emergano da una pittura materica e al tempo stesso simbolica, capace di evocare le vicissitudini di scienziate ante litteram, artefici di studi e scoperte straordinari eppure sottoposte a esclusioni e abiure. “Pioniere furono nella sperimentazione delle proprietà medicali delle erbe” ‒ sottolinea Gabriella Belli ‒, “nella preparazione di pozioni ottenute con gli alambicchi e la distillazione, destinate alla salute del corpo, per non tralasciare i ‘remedi’ di bellezza, a cui diedero un contributo innovativo e all’epoca largamente diffuso. In un tempo in cui la scienza, come oggi concepita, ancora balbettava tra sperimentazione e fantasticherie, tra improvvisazione e razionalità, le donne, sovvertendo le priorità che erano alla base dell’operare alchemico, in primis la ricerca della pietra filosofale, l’Opus Magnum, guardarono per lo più alla concreta applicazione dei risultati dei loro esperimenti, in questo adombrando per benefici e utilità le speculazioni filosofiche e esoteriche degli uomini”.
Mito, memoria e storia collettiva, identità, distruzione e rigenerazione – snodi cardine della poetica di Kiefer – costituiscono le fondamenta dell’intervento site specific progettato per la Sala della Cariatidi, ospite, nel 1953, della Guernica picassiana e, nei decenni successivi, cornice di mostre intitolate ai nomi illustri dell’arte mondiale.
Il legame con Milano è ulteriormente rafforzato dall’inclusione di Caterina Sforza tra le alchimiste che danno il titolo all’intervento di Kiefer. Figlia di Galeazzo Maria Sforza duca di Milano, dove trascorse la sua giovinezza, Caterina Sforza fu scienziata, condottiera e autrice di un raro manoscritto contenente più di quattrocento ricette per medicamenti, cosmetici e formule alchemiche, conquistando un ruolo di primo piano nell’ambito di una disciplina dalla quale le donne erano perennemente estromesse. “La mostra” – dichiara la curatrice ‒ “accoglierà il visitatore come un grande raduno di volontà e intelligenze temerarie e testarde, un sabba di energie e di passioni al femminile, che per la prima volta, grazie all’artista, hanno conquistato un volto, un nome, una riconoscibilità dettata, pur nella licenza del pittore, da un’iconografia che si avvale delle suggestioni contenute nelle rarissime note biografiche a noi giunte, tutte informazioni utili per ricostruirne l’identità, certo liberamente interpretata, ma sufficienti a farle esistere”.

Segnaliamo inoltre il video al link https://www.youtube.com/watch?v=PesP8k0smuc